I vincitori del 2019

Scopri tutti i vincitori di Wiki Loves Monuments Italia 2019!
I vincitori si suddividono in 3 categorie:

  • vincitori nazionali: i 10 premiati nell'ambito del concorso italiano, che prenderanno parte alla competizione a livello mondiale
  • premi speciali: 1 menzione speciale attribuita da FIAF, storico partner del concorso nazionale
  • premi locali: 9 concorsi, con le loro specifiche giurie, che hanno individuato le migliori fotografie per ciascuna regione di competenza

Scopri i membri della giuria nazionale e delle giurie locali che hanno individuato gli scatti vincitori per ogni categoria.

Vincitori nazionali

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1° classificato
Palazzo dei Diamanti, Ferrara (FE)
Ferrara Palazzo Diamanti, di Maurizio Tieghi
Motivazione: Due “simboli” della città di Ferrara, le bugne di Palazzo dei Diamanti e la bicicletta, ritratti insieme in un armonico bianco e nero in cui la presenza umana riesce a rendere viva e dinamica la secolare compostezza delle forme architettoniche.
2° classificato
Portico di San Luca, Bologna (BO)
Portico di San Luca, Bologna, di Vanni Lazzari
Motivazione: Una prospettiva singolare che restituisce inesplorate profondità al Portico di San Luca, le cui geometrie si presentano infinite e in movimento, come in un’opera di Escher.
3° classificato
Castelmezzano, Potenza (PZ)
Notturna di Castelmezzano, di Paolo Santarsiero
Motivazione: Una visione onirica e al contempo estremamente realistica, ottenuta grazie ad un ottimo controllo della luce e a un sapiente contrasto tra toni caldi e freddi.
4° classificato
Basilica di San Nicola, Bari (BA)
Sulla via della luce, di Isabella De Santis
Motivazione: Le geometrie tracciate dalle architetture e il gioco di luci neorealiste e ombre metafisiche, dechirichiane, incorniciano una scena di vita nella piazza della città, in cui l’umano e il monumento risultano in completa simbiosi.
5° classificato
Cattedrale di Santa Maria Assunta, Rieti (RI)
Cappella SS. Sacramento, di Giacomo Nicolò
Motivazione: La visione simmetrica e il gioco di luci esaltano la ricchezza artistica della cupola, che ci viene svelata nello scatto in tutta la sua magnificenza.
6° classificato
Rocca di Montecatini Alto, Pistoia (PT)
Rocca di Montecatini Alto sopra le nuvole, di Francesco Marraccini
Motivazione: Un’atmosfera sofficemente sospesa per un bianco e nero tecnicamente impeccabile.
7° classificato
Loggiato dei Cappuccini, Comacchio (FE)
Monochrome, Loggiato dei Cappuccini, Comacchio, di Vanni Lazzari
Motivazione: Il gioco di luci e ombre sugli archi del portico, e la prospettiva senza termine, creano un effetto quasi ipnotico, che sorprende e incanta.
8° classificato
Palazzo Biblioteca Comunale, Terni (TR)
Palazzo BCT Interno, di Nicola Severino
Motivazione: Una veduta particolare sul monumento, che colpisce per le linee nette e la naturalezza della gamma cromatica.
9° classificato
Galleria Vittorio Emanuele, Milano (MI)
Galleria Vittorio Emanuele Interno, di Maurizio Moro
Motivazione: Un monumento iconico della città, immortalato con estremo rigore tecnico da un punto di vista insolito, dal quale par di leggere due scene distinte, quasi specchiate.
10° classificato
Riserva naturale guidata Calanchi di Atri, Teramo (TE)
Nebbiolina sull'oasi, di Gino Marcone
Motivazione: Spettacolare ed efficace impiego della tecnica per giocare fra la luce e l'aria in un controluce che anima con i giusti cromatismi un paesaggio italiano monumentale.
Menzione speciale FIAF
Centro per l'Arte Contemporanea "Luigi Pecci", Prato (PO)
Raggi di luce riflessi, di Michela Osteri
Motivazione: on sempre le stratificazioni architettoniche della storia trovano una propria armonia nell'aspetto contemporaneo del paesaggio urbano, come dimostra la foto in oggetto, efficace metafora di contrasti a volte stridenti. Grazie alla particolare ripresa che ne enfatizza forma e riflessi immaginifici di luce, l'edificio del Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato appare come una struttura aliena che stride con il vuoto che la circonda, come talvolta avviene con strutture estranee all'identità del luogo in cui sono calate. Se in questo senso può essere considerata una foto-denuncia, se ne apprezza la dimensione linguistica che coniuga concettualmente documentarietà ed estetica.